
Ancora scossi dal ruggito del vento, ci svegliamo in una Sardegna che prova faticosamente a riprendere fiato dopo una notte di burrasca. Non è stata una serata come le altre, diciamolo chiaramente. Tra la tarda serata di Sabato e le prime ore di Domenica, l’Isola è stata sferzata da correnti che hanno raggiunto l’intensità di una vera Tempesta. In alcune località i sensori hanno registrato raffiche spaventose, fino a 140 km/h, una furia che non sembra voler concedere tregua ogni volta che il tempo decide di peggiorare.
Siamo abituati al Maestrale, fa parte del dna di questa terra durante l’inverno, e non solo, ma questa volta abbiamo decisamente superato i limiti di guardia. Qualcuno ricorderà che solo pochi giorni fa le punte hanno toccato i 180 km/h, provocando danni ingenti che ancora stiamo contando. Anche il Libeccio, che ha anticipato la Perturbazione, ha soffiato con una violenza inaudita, quasi a voler ricordare quanto la natura possa essere imprevedibile. Eppure, proprio ora, sembra aprirsi una piccola finestra di respiro.
Un miglioramento che sa di attesa
Attualmente ci troviamo in una fase di relativo miglioramento, sebbene il vento continui a soffiare con una certa insistenza dai quadranti di Nord-Ovest. La colonnina di mercurio sarà in ulteriore lieve discesa nella giornata di Lunedì, preparando il terreno a una nuova, seppur breve, instabilità atmosferica. Già dalla prossima notte, infatti, sono attese le prime precipitazioni sul Nord della Sardegna, a causa di un sistema di massa d’aria instabile legato a un minimo di Bassa Pressione sul Golfo Ligure.
Questo vortice andrà intensificandosi, motivo per cui sentiremo ancora il fischio del vento, questa volta più orientato da nord, nord-ovest. Non dovrebbero però ripresentarsi scenari di tempeste distruttive, ma solo quel vento pungente che trasporta aria fredda direttamente dalla Francia meridionale. È un freddo che si fa sentire, certo, ma non chiamiamola ondata di gelo.. Se il grande freddo dovesse davvero decidere di farci visita, lo vedremo forse tra una settimana, ma con un passaggio forse solo di sfuggita.
La pioggia che salva le campagne
Le previsioni per Martedì 17 e Mercoledì 18 confermano un quadro tutto sommato variabile. L’instabilità si sposterà progressivamente verso l’Oristanese, il Sarrabus-Gerrei e le zone del Gennargentu. Il cielo resterà nuvoloso, con il Maestrale che però inizierà a perdere mordente. Mercoledì il vento girerà da sud-ovest, regalando un lieve e quasi impercettibile aumento termico. Ma la vera attenzione è rivolta a ciò che accadrà tra il 19 Febbraio e il 20 Febbraio.
In quei giorni è atteso il transito di una nuova Perturbazione atmosferica. Il suo cuore pulsante rimarrà più a nord della Sardegna, centrato sul Golfo Ligure, colpendo con più forza l’Italia settentrionale e la Toscana. Tuttavia, avremo un nuovo sensibile rinforzo del vento, una costante di questa stagione. La buona notizia, insomma, è che non sono previsti nubifragi o piogge torrenziali. Le precipitazioni saranno moderate, a tratti abbondanti vicino ai rilievi, il che è un bene. Il terreno è ormai saturo, specialmente nelle aree esposte alle correnti occidentali.
Fortunatamente non sono previsti eventi di Scirocco, quindi le zone orientali dell’Isola resteranno protette, evitando di aggiungere altro carico d’acqua a territori già provati poche settimane fa. Godiamoci questa pioggia, perché fa bene alle nostre campagne e alle riserve idriche. Alcune dighe nella Sardegna occidentale e centrale soffrono ancora per una scarsa capienza, e questi accumuli delle ultime quarantott’ore hanno sicuramente dato una boccata d’ossigeno al sistema.
Il clima che cambia e le sfide del futuro
Manca la neve sui nostri monti più alti, ed è un dato che fa riflettere. La Sardegna, come il resto del Pianeta, sta pagando il prezzo del Riscaldamento Globale. Gli eventi nevosi sono diventati rari, quasi un miraggio, legati solo a fenomeni estremi e improvvisi. Eppure, la storia ci insegna che Febbraio e i primi giorni di Marzo sanno essere crudeli, con nevicate a quote bassissime.
Nonostante l’aumento delle temperature medie, la scienza ci dice che il rischio di ondate di gelo furioso non è affatto svanito. Al contrario, il fenomeno dell’Amplificazione Artica tende a rendere più instabile il Vortice Polare, spingendo masse d’aria gelida verso sud con traiettorie imprevedibili.
Il Jet Stream, ovvero quella corrente a getto che regola il tempo in Europa, sta diventando sempre più ondulato. Questo significa che potremo passare, nel giro di pochi giorni, da un caldo fuori stagione a bufere di neve improvvise. È il paradosso del clima moderno, una situazione che esula dalla nostra routine ma con cui dovremo imparare a convivere sempre di più.
Credit
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- Nature Climate Change





