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Sardegna, gli invasi traboccano e le dighe aprono le paratie

Andrea Meloni di Andrea Meloni
14 Feb 2026 - 14:54
in Alla Seconda Pagina, Meteo
Reading Time: 6 mins read
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dighe aperte in sardegna 14 - Sardegna, gli invasi traboccano e le dighe aprono le paratie
Dighe aperte in Sardegna

Il rumore dell’acqua che salta giù dai giganti di cemento non si sentiva così forte da tempo. In Sardegna, dopo settimane di piogge incessanti tra la fine di Gennaio e la metà di Febbraio, la paura della siccità ha lasciato bruscamente il posto alla gestione dell’abbondanza. Non è un paradosso, ma la realtà di un territorio che passa  dall’arsura alle piene improvvise. Gli invasi dell’Isola, monitorati costantemente, hanno raggiunto livelli tali da richiedere manovre d’emergenza. I tecnici dell’ENAS e della Protezione Civile lavorano senza sosta, mentre il bollettino delle criticità si aggiorna di ora in ora.

 

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Il ritorno dell’acqua e la gestione delle dighe di raccolta

La situazione è diventata palese l’altro ieri, Venerdì 13 Febbraio 2026, quando i dati hanno confermato una tendenza che ormai era nell’aria. Il riempimento complessivo dei bacini ha toccato il 72%, una cifra che nasconde dietro di sé oltre 1.300 milioni di metri cubi d’acqua. Un tesoro, certo, ma anche un peso enorme per le strutture. La Diga Muzzone, situata sul fiume coghinas nella zona dell’Alto Coghinas, è in questo momento uno dei punti più caldi. Qui è stata dichiarata l’allerta per Rischio Idraulico a valle, con operazioni di laminazione in corso per evitare che la piena travolga tutto. Insomma, si cerca di far uscire l’acqua in modo civile, prima che decida di farlo da sola.

Non va meglio sul fronte del Flumendosa, dove la Diga Nuraghe Arrubiu sta lavorando a pieno regime. Le paratie sono state aperte per scaricare l’eccesso, poiché il bacino ha raggiunto il 100% della sua capacità autorizzata, ovvero 262,66 milioni di metri cubi.

Vedere quelle cascate artificiali è uno spettacolo che toglie il fiato, ma per chi vive a valle significa anche stare allerta, monitorare i canali, sperare che gli argini reggano. In effetti, le comunicazioni ufficiali parlano chiaro, siamo in una fase di allarme che richiede la massima vigilanza.

 

Un’isola divisa tra abbondanza e siccità residua

È strano pensare come la geografia possa essere così beffarda. Mentre nel Basso Sulcis la Diga Monte Pranu scarica direttamente in mare perché non può più contenere un solo litro, ci sono angoli della Sardegna che ancora soffrono. Parliamo dell’Alto Cixerri, dove invasi come Punta Gennarta arrancano ancora al 28% di riempimento, o peggio, la diga di Medau Zirimilis che risulta desolatamente vuota. Una ferita aperta, un segno lasciato dalla siccità del 2025 che non vuole saperne di rimarginarsi del tutto.

Ma torniamo ai dati che contano. La Diga Is Barrocus, sul Flumini Mannu, ha visto una recente fase di preallerta concludersi, ma i flussi rimangono monitorati. Poco distante, nel complesso Flumendosa-Campidano, le strutture di Corongiu 2 e Corongiu 3 sono al limite, con scarichi in prosecuzione per garantire la tenuta statica. Diciamolo, la gestione di questi giganti è un esercizio di equilibrio tra il desiderio di accumulare acqua per l’estate e la necessità di non far saltare i tappi. Anche nell’Alto Taloro, le dighe di Govossai e Cucchinadorza stanno operando rilasci controllati, cercando di gestire afflussi che le piogge di Febbraio hanno reso prepotenti.

 

Il futuro delle riserve

Oggi guardiamo con sollievo a questo miliardo e passa di metri cubi d’acqua, ma il problema non è solo quanto piove. In Italia, e in particolare in Sardegna, il tema delle perdite nelle reti idriche è un nervo scoperto. Molti agricoltori, rappresentati da sigle come Confagricoltura, chiedono a gran voce investimenti seri. Che senso ha vedere le dighe che aprono le paratie se poi metà dell’acqua si perde nei tubi bucati prima di arrivare ai campi? La rete perde fino al 50% della risorsa, un lusso che non possiamo più permetterci.

Le aree dell’Ogliastra e del Basso Sulcis sono sature, la terra non beve più, l’acqua corre veloce verso i bacini. In questo scenario, le interconnessioni tra gli invasi diventano fondamentali per spostare il liquido dove c’è ancora spazio, ottimizzando quello che il cielo ci sta regalando con tanta generosità. Ma le interconnessioni mancano, andrebbero costruite perché la Sardegna ha sempre più spesso piogge irregolari, e se piove forte in un versante, l’altro patisce la carenza di pioggia. E’ sempre stato così, ma con la variazione del regime pluviometrico, dovuto anche al cambiamento climatico, necessità una riorganizzazione del sistema di raccolta delle acque, e soprattutto, sopprimere le perdite d’acqua, condizione che non affligge solo la Sardegna, però.

 

Ecco la situazione dettagliata per zona idrografica e invaso (volumi in milioni di metri cubi):

Ecco la situazione dettagliata per zona idrografica e invaso (volumi in milioni di metri cubi):

Zona Idrografica Invaso Volume Autorizzato Volume Invasato Percentuale di Riempimento Note
Flumendosa-Campidano Capanna Silicheri (Flumineddu) 1.44 1.44 100% Al massimo; possibile scarico.
Flumendosa-Campidano Nuraghe Arrubiu (Flumendosa) 262.66 262.66 100% Al massimo; scarichi in corso (allerta idraulico).
Flumendosa-Campidano Monte su Rei (Rio Mulargia) 320 129.986 41% Sotto media; no scarichi.
Flumendosa-Campidano Sa Forada de S’Acqua 1.33 1.064 80% Buona riserva.
Flumendosa-Campidano Casa Fiume 0.75 0.348 46% Media.
Flumendosa-Campidano Monte Arbus (Rio Leni) 19.5 15.536 80% Buona.
Flumendosa-Campidano Genna Is Abis (Rio Cixerri) 24 20.196 84% Buona.
Flumendosa-Campidano Corongiu 3 4.3 4.3 100% Al massimo; preallerta.
Flumendosa-Campidano Simbirizzi 20.2 10.728 53% Media.
Narcao Bau Pressiu 8.25 8.25 100% Al massimo; precedenti scarichi.
Flumini Mannu Is Barrocus (Flumini Mannu Ca) 11.96 8.821 74% Preallerta; scarichi recenti.
Basso Sulcis Monte Pranu 49.3 49.3 100% Al massimo; scarico in mare.
Torrei Crabosu (Rio Torrei) 0.86 0.86 100% Al massimo.
Tirso E. D’Arborea (Cantoniera) 420 305.713 73% Buona; no allerta recente.
Alto Coghinas Sos Canales 3.58 3.579 100% Al massimo.
Alto Coghinas Monte Lerno (Pattada) 34.45 29.493 86% Buona; preallerta precedente.
Temo-Cuga Bidighinzu 10.9 5.791 53% Migliorata da emergenza.
Temo-Cuga Cuga 20.4 9.096 45% Sotto media; in crescita.
Temo-Cuga Monte Leone Roccadoria (Temo) 77.576 36.812 47% Sotto media; in crescita.
Liscia Calamaiu (Liscia) 104 69.388 67% Media.
Posada Maccheronis (Posada) 22.84 11.09 49% Media; preallerta precedente.
Cedrino Pedra ‘e Othoni (Cedrino) 16.003 12.581 79% Buona.
Alto Flumendosa Bau Muggeris 56.615 56.62 100% Al massimo; preallerta.
Alto Flumendosa Santa Lucia 3.1 3.1 100% Al massimo.
Alto Cixerri Punta Gennarta 12.1 3.339 28% Critica; no scarichi.
Alto Cixerri Medau Zirimilis 6.7 0 0% Critica; vuota.
Taloro Gusana 58.254 49.059 84% Buona.
Taloro Cucchinadorza 15.051 9.959 66% Media; preallerta idraulico.
Taloro Benzone 1.545 0.999 65% Media.
Coghinas Muzzone (Coghinas) 221.643 174.286 79% Buona; allerta idraulico e scarichi.
Coghinas Casteldoria 2.899 1.05 36% Sotto media; allerta precedente.
Alto Taloro Olai 12.343 12.34 100% Al massimo; preallerta.
Alto Taloro Govossai 0.451 0.45 100% Al massimo; preallerta e scarichi.

 

 

Fonti utilizzate per l’articolo

  • ENAS – Ente Acque della Sardegna
  • Distretto Idrografico della Sardegna
  • Protezione Civile Sardegna
  • Sardegna Ambiente

 

Articolo realizzato anche con la collaborazione dello staff di meteogiornale.it e tempoitalia.it.

Tags: bacini sardegnadighe aperteemergenza idricapiogge febbraioriserve acquasardegna invasisicurezza idraulica
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Andrea Meloni

Andrea Meloni

Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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