
Il rumore dell’acqua che salta giù dai giganti di cemento non si sentiva così forte da tempo. In Sardegna, dopo settimane di piogge incessanti tra la fine di Gennaio e la metà di Febbraio, la paura della siccità ha lasciato bruscamente il posto alla gestione dell’abbondanza. Non è un paradosso, ma la realtà di un territorio che passa dall’arsura alle piene improvvise. Gli invasi dell’Isola, monitorati costantemente, hanno raggiunto livelli tali da richiedere manovre d’emergenza. I tecnici dell’ENAS e della Protezione Civile lavorano senza sosta, mentre il bollettino delle criticità si aggiorna di ora in ora.
Il ritorno dell’acqua e la gestione delle dighe di raccolta
La situazione è diventata palese l’altro ieri, Venerdì 13 Febbraio 2026, quando i dati hanno confermato una tendenza che ormai era nell’aria. Il riempimento complessivo dei bacini ha toccato il 72%, una cifra che nasconde dietro di sé oltre 1.300 milioni di metri cubi d’acqua. Un tesoro, certo, ma anche un peso enorme per le strutture. La Diga Muzzone, situata sul fiume coghinas nella zona dell’Alto Coghinas, è in questo momento uno dei punti più caldi. Qui è stata dichiarata l’allerta per Rischio Idraulico a valle, con operazioni di laminazione in corso per evitare che la piena travolga tutto. Insomma, si cerca di far uscire l’acqua in modo civile, prima che decida di farlo da sola.
Non va meglio sul fronte del Flumendosa, dove la Diga Nuraghe Arrubiu sta lavorando a pieno regime. Le paratie sono state aperte per scaricare l’eccesso, poiché il bacino ha raggiunto il 100% della sua capacità autorizzata, ovvero 262,66 milioni di metri cubi.
Vedere quelle cascate artificiali è uno spettacolo che toglie il fiato, ma per chi vive a valle significa anche stare allerta, monitorare i canali, sperare che gli argini reggano. In effetti, le comunicazioni ufficiali parlano chiaro, siamo in una fase di allarme che richiede la massima vigilanza.
Un’isola divisa tra abbondanza e siccità residua
È strano pensare come la geografia possa essere così beffarda. Mentre nel Basso Sulcis la Diga Monte Pranu scarica direttamente in mare perché non può più contenere un solo litro, ci sono angoli della Sardegna che ancora soffrono. Parliamo dell’Alto Cixerri, dove invasi come Punta Gennarta arrancano ancora al 28% di riempimento, o peggio, la diga di Medau Zirimilis che risulta desolatamente vuota. Una ferita aperta, un segno lasciato dalla siccità del 2025 che non vuole saperne di rimarginarsi del tutto.
Ma torniamo ai dati che contano. La Diga Is Barrocus, sul Flumini Mannu, ha visto una recente fase di preallerta concludersi, ma i flussi rimangono monitorati. Poco distante, nel complesso Flumendosa-Campidano, le strutture di Corongiu 2 e Corongiu 3 sono al limite, con scarichi in prosecuzione per garantire la tenuta statica. Diciamolo, la gestione di questi giganti è un esercizio di equilibrio tra il desiderio di accumulare acqua per l’estate e la necessità di non far saltare i tappi. Anche nell’Alto Taloro, le dighe di Govossai e Cucchinadorza stanno operando rilasci controllati, cercando di gestire afflussi che le piogge di Febbraio hanno reso prepotenti.
Il futuro delle riserve
Oggi guardiamo con sollievo a questo miliardo e passa di metri cubi d’acqua, ma il problema non è solo quanto piove. In Italia, e in particolare in Sardegna, il tema delle perdite nelle reti idriche è un nervo scoperto. Molti agricoltori, rappresentati da sigle come Confagricoltura, chiedono a gran voce investimenti seri. Che senso ha vedere le dighe che aprono le paratie se poi metà dell’acqua si perde nei tubi bucati prima di arrivare ai campi? La rete perde fino al 50% della risorsa, un lusso che non possiamo più permetterci.
Le aree dell’Ogliastra e del Basso Sulcis sono sature, la terra non beve più, l’acqua corre veloce verso i bacini. In questo scenario, le interconnessioni tra gli invasi diventano fondamentali per spostare il liquido dove c’è ancora spazio, ottimizzando quello che il cielo ci sta regalando con tanta generosità. Ma le interconnessioni mancano, andrebbero costruite perché la Sardegna ha sempre più spesso piogge irregolari, e se piove forte in un versante, l’altro patisce la carenza di pioggia. E’ sempre stato così, ma con la variazione del regime pluviometrico, dovuto anche al cambiamento climatico, necessità una riorganizzazione del sistema di raccolta delle acque, e soprattutto, sopprimere le perdite d’acqua, condizione che non affligge solo la Sardegna, però.
Ecco la situazione dettagliata per zona idrografica e invaso (volumi in milioni di metri cubi):
Ecco la situazione dettagliata per zona idrografica e invaso (volumi in milioni di metri cubi):
| Zona Idrografica | Invaso | Volume Autorizzato | Volume Invasato | Percentuale di Riempimento | Note |
| Flumendosa-Campidano | Capanna Silicheri (Flumineddu) | 1.44 | 1.44 | 100% | Al massimo; possibile scarico. |
| Flumendosa-Campidano | Nuraghe Arrubiu (Flumendosa) | 262.66 | 262.66 | 100% | Al massimo; scarichi in corso (allerta idraulico). |
| Flumendosa-Campidano | Monte su Rei (Rio Mulargia) | 320 | 129.986 | 41% | Sotto media; no scarichi. |
| Flumendosa-Campidano | Sa Forada de S’Acqua | 1.33 | 1.064 | 80% | Buona riserva. |
| Flumendosa-Campidano | Casa Fiume | 0.75 | 0.348 | 46% | Media. |
| Flumendosa-Campidano | Monte Arbus (Rio Leni) | 19.5 | 15.536 | 80% | Buona. |
| Flumendosa-Campidano | Genna Is Abis (Rio Cixerri) | 24 | 20.196 | 84% | Buona. |
| Flumendosa-Campidano | Corongiu 3 | 4.3 | 4.3 | 100% | Al massimo; preallerta. |
| Flumendosa-Campidano | Simbirizzi | 20.2 | 10.728 | 53% | Media. |
| Narcao | Bau Pressiu | 8.25 | 8.25 | 100% | Al massimo; precedenti scarichi. |
| Flumini Mannu | Is Barrocus (Flumini Mannu Ca) | 11.96 | 8.821 | 74% | Preallerta; scarichi recenti. |
| Basso Sulcis | Monte Pranu | 49.3 | 49.3 | 100% | Al massimo; scarico in mare. |
| Torrei | Crabosu (Rio Torrei) | 0.86 | 0.86 | 100% | Al massimo. |
| Tirso | E. D’Arborea (Cantoniera) | 420 | 305.713 | 73% | Buona; no allerta recente. |
| Alto Coghinas | Sos Canales | 3.58 | 3.579 | 100% | Al massimo. |
| Alto Coghinas | Monte Lerno (Pattada) | 34.45 | 29.493 | 86% | Buona; preallerta precedente. |
| Temo-Cuga | Bidighinzu | 10.9 | 5.791 | 53% | Migliorata da emergenza. |
| Temo-Cuga | Cuga | 20.4 | 9.096 | 45% | Sotto media; in crescita. |
| Temo-Cuga | Monte Leone Roccadoria (Temo) | 77.576 | 36.812 | 47% | Sotto media; in crescita. |
| Liscia | Calamaiu (Liscia) | 104 | 69.388 | 67% | Media. |
| Posada | Maccheronis (Posada) | 22.84 | 11.09 | 49% | Media; preallerta precedente. |
| Cedrino | Pedra ‘e Othoni (Cedrino) | 16.003 | 12.581 | 79% | Buona. |
| Alto Flumendosa | Bau Muggeris | 56.615 | 56.62 | 100% | Al massimo; preallerta. |
| Alto Flumendosa | Santa Lucia | 3.1 | 3.1 | 100% | Al massimo. |
| Alto Cixerri | Punta Gennarta | 12.1 | 3.339 | 28% | Critica; no scarichi. |
| Alto Cixerri | Medau Zirimilis | 6.7 | 0 | 0% | Critica; vuota. |
| Taloro | Gusana | 58.254 | 49.059 | 84% | Buona. |
| Taloro | Cucchinadorza | 15.051 | 9.959 | 66% | Media; preallerta idraulico. |
| Taloro | Benzone | 1.545 | 0.999 | 65% | Media. |
| Coghinas | Muzzone (Coghinas) | 221.643 | 174.286 | 79% | Buona; allerta idraulico e scarichi. |
| Coghinas | Casteldoria | 2.899 | 1.05 | 36% | Sotto media; allerta precedente. |
| Alto Taloro | Olai | 12.343 | 12.34 | 100% | Al massimo; preallerta. |
| Alto Taloro | Govossai | 0.451 | 0.45 | 100% | Al massimo; preallerta e scarichi. |
Fonti utilizzate per l’articolo
- ENAS – Ente Acque della Sardegna
- Distretto Idrografico della Sardegna
- Protezione Civile Sardegna
- Sardegna Ambiente
Articolo realizzato anche con la collaborazione dello staff di meteogiornale.it e tempoitalia.it.






