
Febbraio molto piovoso in Sardegna: surplus idrico, alta pressione in arrivo e rischio di nuovi meteo estremo
In questo mese di febbraio, la Sardegna ha ricevuto ottime precipitazioni. Queste hanno generato un surplus idrico un po’ ovunque, in particolare sul settore orientale. Poi, però, piogge abbondantissime sono cadute anche su quello occidentale, con quantitativi davvero insoliti per il periodo.
Infatti, la Sardegna occidentale, mediamente, specie nel nord-ovest, non registra precipitazioni eccessive; stavolta, invece, è successo qualcosa di diverso e i quantitativi caduti sono stati veramente ragguardevoli, con pochi precedenti nel passato, perlomeno negli ultimi 20-30 anni. Piogge così intense che, in alcune aree di alta collina, hanno superato anche i 300 mm nell’arco di un mese.
La pioggia è stata davvero abbondante: si sono verificati accumuli importanti anche nel Campidano di Oristano, sulle prime alture, con quantitativi di 250 mm. Insomma, è piovuto parecchio. È piovuto poi tantissimo nel settore orientale della Sardegna, a seguito di una sciroccata fortissima avvenuta però a fine gennaio. Questa era associata a una tempesta poi classificata come tempesta Harry, che ha procurato ingentissimi danni.
Ma ora ecco che si fa avanti un’area di alta pressione, e questa porterà in Sardegna anche bel tempo. Le nubi passeggere che state osservando derivano dal fatto che ci sono contrasti termici, ma tendenzialmente nei prossimi giorni avremo un picco di alta pressione, anche in quota, e presumibilmente dovrebbe splendere il sole su tutta la Sardegna.
A questo punto ci chiediamo se le grandi piogge che abbiamo avuto tra parte di gennaio e febbraio siano terminate, e se ci dobbiamo avviare verso un lungo periodo di alta pressione, tenuto conto che, a partire da aprile (che apparentemente sembra distante da oggi), in Sardegna c’è un repentino abbassamento della quantità di pioggia che cade mensilmente. Ebbene, sulla base dei dati del Centro Meteo Europeo, vediamo che la Sardegna vedrà la presenza dell’alta pressione per parecchi giorni, almeno due settimane, e per due settimane il rischio di avere pioggia sembra davvero molto scarso.
Questo sembrerebbe, valutando i dati dell’anticiclone; ma, guardando invece le previsioni sulle precipitazioni, qualche pioggia si verificherà anche nei primi giorni di marzo. Niente di eccezionale: saremo sempre in una situazione che, in teoria, non è assolutamente paragonabile a quella che abbiamo vissuto. Però questo anticiclone è molto strano: si è presentato all’improvviso, sembrava dovesse interessare solo la Penisola Iberica o parte di essa, invece è “esploso” in maniera estremamente vigorosa, raggiungendo anche in quota valori altissimi.
E questa irruenza, a volte, può voler dire due cose: o avremo la persistenza della fase di alta pressione, oppure questo anticiclone non sarà di lunga durata. Non c’è una vera risposta.
Abbiamo però dei modelli matematici che ci supportano e ci danno un aiuto: in questo marzo, secondo gli ultimi dati, la Sardegna vedrà precipitazioni nella media nel settore occidentale e sotto la norma nel settore orientale. Diciamo che, comunque, un carico di pioggia c’è stato; però marzo è un mese di ripresa vegetativa, quindi sono necessarie delle piogge, magari di intensità modesta, soprattutto dopo giornate di sole: queste sono estremamente benefiche in ambito agricolo. Eppure questa sembra essere la tendenza: una situazione di piovosità poco rilevante.
Possibili colpi di coda invernale tra marzo e aprile
Parliamo di temperature. La Sardegna non ha visto un vero e proprio inverno: di certo è stato più variabile degli ultimi anni e, soprattutto, un pochino più freddo. Abbiamo avuto anche delle nevicate scese di quota; peraltro, le quote più basse della neve si sono avute in autunno, e questo è un aspetto che vorrei evidenziare, perché le precipitazioni nevose avvenute in autunno sono tipiche di quelle che chiamiamo mezze stagioni.
A questo punto viene il dubbio che nuovi eventi meteo tardivi di freddo possano verificarsi in marzo, se non addirittura in aprile. Negli ultimi anni abbiamo visto fenomeni, come dire, insoliti. Era il 2008: il 23 marzo la temperatura in Sardegna si abbassò sensibilmente e si portò su valori invernali; la neve cadde sui rilievi maggiori, pioveva insistentemente un po’ in tutta la Sardegna, ma doveva aggiungersi dell’aria fredda dalla Valle del Rodano, e questa arrivò il giorno dopo: era Pasquetta, lunedì 24 marzo 2008.
Iniziò la mattina a transitare un fronte proveniente dal mare. Questo raggiunse la Sardegna occidentale: su Sassari si ebbe caduta di neve sotto forma di grani di neve. Addirittura eravamo a marzo inoltrato, e andando verso l’interno i grani di neve diventavano sempre più corposi. La precipitazione divenne addirittura nevosa, ammantando di bianco il paesaggio. Sì: il giorno di Pasquetta, 24 marzo 2008, cadde la neve fino a meno di 400 m di quota nelle zone interne centro-settentrionali della Sardegna, eppure era la primavera meteorologica.
Queste situazioni ci devono far riflettere quando abbiamo un’atmosfera che vede condizioni meteorologiche costantemente estreme. Perché sì: abbiamo avuto piogge eccezionali in questo mese di febbraio, peraltro concentrate in un periodo abbastanza circoscritto, iniziate a fine gennaio e proseguite poi così a febbraio, soprattutto nel settore occidentale della Sardegna, in pochissimo tempo; così come è capitato nel settore orientale.
Parliamo di piogge corpose, praticamente accompagnate anche da vento fortissimo, che ha raggiunto i 150 km/h nella Sardegna nord-occidentale: parliamo di maestrale. Venti fortissimi anche nell’Oristanese, sui rilievi: addirittura si parla di raffiche di 180 km/h, registrate in varie stazioni meteorologiche certificate.
E soprattutto, questo grande maltempo dimostra che la Sardegna fa parte di quei territori che vedono il meteo estremo. Quindi questa presenza di alta pressione non è così positiva se dovesse durare più di due settimane, perché poi avremo la possibilità di forti ricambi di masse d’aria: aria fredda, mentre la vegetazione si sarà risvegliata dal letargo invernale (e già lo sta facendo) e potrebbe subire un colpo improvviso. Non conosciamo l’entità di questo evento.
Posso dirvi che, in epoche molto distanti, quando il cambiamento climatico era meno grave rispetto a oggi, avvennero irruzioni d’aria fredda corposissime, ed era marzo. Mi ricordo molto bene un evento atmosferico avvenuto addirittura nel 1987: questo fenomeno colpì anche la Sardegna, portando le temperature, in pieno giorno, in collina, a 0 °C. Non si ebbero nevicate sulla Sardegna occidentale; un po’ di neve sulla Sardegna orientale. Venne colpita la Penisola Italiana, soprattutto l’Adriatico. In Sardegna, più che altro, si ebbe questo freddo assolutamente inusuale, giunto all’inizio della primavera, dopo un inverno che, in effetti, era stato un po’ anonimo.
Volendo concludere: avremo sicuramente bel tempo, ma attenzione al fatto che ci sono delle avversità meteorologiche dietro l’angolo. Sono quelle dei colpi di coda del meteo invernale, che con i cambiamenti climatici possono essere più frequenti e più acuti.
E poi c’è anche un fenomeno atmosferico di cui si parla poco: si chiama amplificazione artica, generata dal fatto che c’è una minore differenza di temperatura tra le regioni polari, che si stanno surriscaldando, e quelle tropicali. Insomma, questa situazione va a innescare condizioni meteo estreme, e la Sardegna, come altre aree del pianeta, è vittima.
Siccome la primavera è una stagione di transizione e, soprattutto, marzo è un mese di collegamento tra l’inverno e la primavera, direi che mi attenderei un marzo molto incerto, con ricambi di masse d’aria vigorosi e improvvisi, così come è giunta questa alta pressione, che non sarebbe dovuta avvenire secondo le proiezioni dei maggiori centri meteo a livello mondiale.





