Un inverno coi “fiocchi”?

Diciamolo: un novembre così non se l’aspettava nessuno. Dati alla mano, almeno finora, rischia di passare alla storia come uno dei mesi di novembre più caldi di sempre. Per cancellare le possenti anomalie termiche che stanno maturando occorrerebbe un’ondata di freddo invernale imponente. Al momento non sembrano esserci i presupposti per nulla di tutto ciò, anche perché i modelli continuano a confermane una persistenza anticiclonica sino al 20. E anche qualora l’ultima decade risultasse fredda, forse basterebbe appena per smorzare gli eccessi di caldo degli ultimi giorni.

Il “piattume” barico riduce al lumicino gli spunti di discussione ed ecco che i “maghi” della meteorologia iniziano a scrutare la palla di cristallo alla ricerca delle più disparate tendenze previsionali. Addirittura c’è chi è capace di prevedere, con precisione certosina, le date delle prime incursioni invernali. Non so se vi è capitato di leggere qualcosa in tal senso, ma se siete frequentatori di siti e forum meteorologici non v’è dubbio che qualcosa in tal senso l’abbiate letto. In tal caso, qual è la domanda che vi siete posti?

A nostro avviso predire irruzioni gelide, ad oggi, significa giocare d’azzardo. Non vi sono elementi, allo stato attuale, per ipotizzare tendenze in tal senso. Ed è per questo che abbiamo scelto di utilizzare un titolo provocatorio: sarà un inverno coi “fiocchi”? Può darsi. Come può darsi di no. Perché se è vero che i fautori dell’inverno si lanciano in previsioni azzardate, è altrettanto vero che i detrattori si spingono in direzione opposta. Sapete che c’è già chi sostiene che a fronte di un autunno come quello in corso, avremo un inverno caldo e siccitoso?

Beh, leggere certe affermazioni fa accapponare la pelle. Così come non si può dire se l’inverno sarà freddo, o addirittura gelido, nessuno può sostenere che l’inverno seguirà l’andazzo delle ultime settimane. Perché può darsi che alla fine, se alcuni tasselli climatici si incastreranno a dovere, il trimestre freddo potrebbe regalare non poche soddisfazioni. Questo è quanto, ma diffidate da chi – fin da ora – sostiene questa o quella tesi senza alcun elemento a sostegno. Non è meteorologia seria, non è professionalità. Noi, non appena ne sapremo di più, proveremo a ragguagliarvi sulle possibili tendenze stagionali.

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