La Sardegna è o non un’isola con terremoti? La risposta non pare così scontata

Anche un territorio asismico ha una storia di scosse di terremoto anche in tempi relativamente recenti.

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Terremoti Sardegna

Epigrafe Duomo di Cagliari del terremoto del 4 giugno 1616.

 

I terremoti sono eventi molto rari e soprattutto meno potenti in Sardegna che altrove in Italia. La Protezione Civile Italiana cataloga la Sardegna come unica regione d’Italia con rischio sismico basso. Tuttavia, negli ultimi anni è stata una novità, è inserito la Sardegna nel progetto Non Rischio Terremoto della Protezione Civile italiana.

 

Effettivamente la Sardegna appare essere attualmente la regione italiana più sicura per i terremoti. Un po’ meno sicura potrebbe essere per i maremoti che potrebbero giungere per effetto di scosse sismiche estremamente violente, scatenate da terremoti non eccessivamente distanti da noi. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

 

La Sardegna è una terra particolarmente antica, lo mostrano anche i rilievi modellati nei millenni degli eventi atmosferici. Ma la parte centro-settentrionale della Sardegna mette a nudo i residui di vulcani spenti da molti millenni. Di questi rimangono anche tracce di ampie colate laviche, potremmo citarne una non distante da Sassari, chiamata Coloru.

 

Tra le aree più ricche di residui vulcanici visibili e quella del Mejlogu, ed il Monte Santo a tutt’oggi ne mantiene le sembianze più evidenti. Questa è una parte della Sardegna tra le più magiche probabilmente, forse perché anche sede anche di numerosi nuraghi in ottimo stato.

 

La Sardegna è la terra più antica d’Italia. In passato ci sono stati eventi sismici, ma la storia scritta non riporta particolari eventi, se non alcuni di media entità, e soprattutto isolati e non seguiti dal tipico sciame sismico come succede nei normali terremoti.

 

La Sardegna è quindi un territorio definito tranquillo, anche se le zolle dove la Sardegna si poggia sono in continuo movimento, e ciò che oggi è stabile nel futuro molto distante da oggi non lo sarà più.

 

Dell’attività vulcanica in Sardegna rimangono dei residui, e lo sono le varie sorgenti termali, create dall’emersione di acque sotterranee riscaldate geotermicamente.

 

Qualche giorno fa si è avuta una scossa sismica a pochi chilometri dal paese di Ottana classificata con magnitudo 1.4, ad una profondità di 10 km. Si tratta di scosse strumentali, non percepite dalle persone. Tuttavia, occasionalmente qualche scossa sismica avviene in Sardegna o nei mari circostanti.

 

Ma la Sardegna è esente totalmente terremoti? Parrebbe di no, o meglio qualche dubbio proposito c’è. Innanzitutto, nessuno può stabilire la totale assenza di rischio sismico, anche se rispetto ad altre aree la situazione da queste parti è decisamente tranquilla.

 

Una lapide nella sagrestia del Duomo a Cagliari, incisa dai pisani, ricorda la scossa di terremoto che si verificò a Cagliari il 4 giugno 1616. Scossa che fu causa di alcuni danni in città. Un’altra scossa viene descritta nel 24 giugno 1617. Ma quella del 1616 sembrerebbe aver lasciato segni indelebili.

 

Il terremoto del 1616 fu forse piuttosto importante, tanto che varie torri risultano a tutt’oggi danneggiate da quel sisma. Un’altra scossa di terremoto venne avvertita nel 1771 nella Sardegna sudorientale. E poi, negli ultimi cento anni molte altre scosse sono state segnalate Sardegna. Più avanti nel tempo anche catalogate per intensità.

 

Maria Grazia Mele, Isem-Cnr: “l’entità dei danni subiti dalle torri costiere”, spiega Silvana Fais del Dipartimento di geoingegneria e tecnologie ambientali dell’università di Cagliari collaboratrice dell’Isem-Cnr, “porta ad ipotizzare, in mancanza di dati sismologici strumentali, un sisma di intensità pari al 6? o al 7? grado della scala Mercalli. Ma i dati andranno valutati in relazione alla conformazione geologica della zona, alla tecnica costruttiva delle torri e alla quantità e qualità dei materiali edili”.

 

INGV scrive che “le torri che risultano danneggiate dal terremoto del 1616 sono: Torre di Cala Pira (Castiadas), Torre di San Luigi o dell’Isola di Serpentara (Villasimius), Torre di Porto Giunco (Villasimius), Torre dell’Isola dei Cavoli (Villasimius), Torre di Cala Catalina o Caterina (Villasimius), Torre di Capo Boi (Sinnai), Torre di Monte Fenugu (Maracalagonis), Torre di Cala Regina (Quartu Sant’Elena).” Il sisma danneggiò alcune chiese che poi furono negli anni riparate.

 

Sono passati esattamente quattrocento anni e quella preziosa iscrizione graffite cagliaritana è ancora lì a ricordarci che Alberto Ferrero della Marmora (diceva che in Sardegna non ci sono i terremoti) si sbagliava: anche la Sardegna è soggetta a terremoti, o magari a isolate scosse sismiche. Su ciò è opportuno non fare allarmismo.

 

Sempre INGV scrive: “nonostante questi terremoti fossero noti, il loro numero ridotto nel tempo è tale per cui le stime di pericolosità mostrano valori molto bassi. Dal 2003 la Sardegna è classificata in zona 4 (a pericolosità sismica moderata) e dal 2015 anche la Sardegna è interessata dalla campagna di comunicazione Io Non Rischio Terremoto, per informare la popolazione su cosa fare, fin da subito, per ridurre il rischio.”

 

Insomma, pur rimanendo una regione a rischio sismico molto basso, vedremo in un prossimo approfondimento, come la Sardegna comunque nel corso dei decenni ha percepito scosse sismiche.

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