GELO verso l’Italia. Effetti in Sardegna. Meteo con analogie Gennaio 1999

I maggiori Centro Meteo mondiali prospettano freddo importante per l’Europa e l’Italia.

Bufera di neve e gelo in Sardegna. Foto di redazione.

Sia dal Centro Meteo Europeo (ECMWF) che quello americano (GFS) si rileva un’evoluzione meteo con caratteristiche di eccezionale per l’Europa. Infatti, aria gelida, originaria dall’Artico russo potrebbe investire anche l’Italia nel corso del finire di questa settimana, è forse avere maggiori effetti i giorni successivi.

 

Tutto ciò si consumerebbe durante una fase che inizia già fredda in Sardegna, dove persistono le temperature che torneranno sotto la media di riferimento del periodo.

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Dalle proiezioni dei modelli matematici di previsione meteo, rileviamo una sorta di propaggine del Vortice Polare che si estenderà verso l’Europa, con una direttrice nord-est verso sud-ovest. Tale corrente potrebbe avere come obiettivo l’Italia. La Sardegna solitamente si trova abbastanza ai margini di queste situazioni, ma tuttavia potrebbe essere coinvolta con effetti importanti, con vento forte, e un drastico calo della temperatura ed anche neve.

 

L’evento atmosferico europeo potrebbe avere elementi simili al Burian, ovvero il gelido vento di tempesta che viene dalle pianure sarmatiche

 

La massa d’aria gelida dovrebbe avere origine nel Mar Glaciale Artico russo, per tuffarsi nell’entroterra del Mare di Barents e di Kara, e poi viaggiare rapidamente sino all’Europa centrale e l’Italia. Qualcosa di analogo avvenne nel gennaio 1999.

 

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Alla fine di gennaio 1999 la Sardegna fu interessata da una forte ondata di gelo, si ebbero bufere di neve soprattutto sulla parte orientale della regione. Nuoro ebbe una delle più forti nevicate degli ultimi decenni, e la temperatura scese a -10°C durante la notte. La neve cadde su tutta la costa orientale con accumuli anche di oltre 30 cm sulle spiagge.

 

Nevicò anche su Sassari e Alghero. La neve provò a cadere anche su Cagliari. Nevicò su Oristano. Forti nevicate si ebbero nelle zone interne della Sardegna, dove la circolazione stradale subì notevolissimi disagi, peraltro anche causati dalla neve che si accumulava allorquando trasportata dal vento molto intenso.

 

Per ora è abbastanza prematuro fare previsioni e analogie con il 1999. Citiamo tale evento perché è abbastanza insolito che masse d’aria fredda proveniente dal Mar Glaciale Artico russo prendano poi la traiettoria che abbiamo descritto. Ciò avvenne nel 1999, alla fine di gennaio.

 

Circa 10 giorni dopo del 1999 (citiamo a titolo di cronaca) si ebbe un’altra irruzione fredda, allora di origine polare. Fu meno gelida, ma si ebbero nevicate più copiose sulla parte occidentale della regione, oltre che le zone interne. Una serie di forti nevicate interessò anche la città di Sassari.

 

Ma siamo nel 2020, il clima da loro è cambiato. I modelli matematici di previsione tracciano la tendenza verso il freddo appena descritta, ma poi ci mostrano anche la formazione di aree cicloniche eccezionalmente intense. Ciò si avrebbe verso la fine del mese.

 

Si andrebbero a creare condizioni atmosferiche, per ipotesi, similari a quelle del dicembre 2007 e gennaio del 2017. In tali circostanze si ebbero nevicate di eccezionale intensità delle zone interne. Anche oltre 100 cm di neve alla quota di 1000 metri sopra livello del mare.

 

A favorire tutto questo sarà l’alta pressione che in una prima fase si posizionerà nell’Oceano Atlantico settentrionale a ridosso delle Isole Britanniche, interrompendo il transito delle perturbazioni atlantiche, e facilitando l’incursione di aria molto fredda dalle regioni polari verso l’Europa.

 

Si andrebbero a manifestare configurazioni note in Europa occidentale con l’appellativo di Buran.

 

In ambito previsionale a lungo termine siamo in attesa anche di osservare l’influenza che avrà il potente Strat Warming che c’è stato gli scorsi giorni, e che potrebbe dare maggiore importanza all’intensità dell’ondata di freddo.

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