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Inverno: partiamo dai punti fermi e vediamo le incognite

Le dinamiche emisferiche si stanno rivelando più complesse del previsto, inutile nasconderlo. Abbiamo portato a casa il primo step, quello che indicava lo spostamento di un nucleo d’aria gelida sull’Artico russo e il successivo scivolamento in Europa. Ed è ciò che ci mostrano i cosiddetti “spaghetti” (chi volesse saperne di più sul loro utilizzo e sul significato può consultare questo LINK) che per metà della prossima settimana appaiono sostanzialmente concordi nell’indicare l’ingresso del freddo – normale per il periodo – anche sulla nostra isola (anche oggi abbiamo scelto gli spaghetti di Nuoro come riferimento). Si osservi attentamente l’immagine:

Ensemble

Subito dopo il 13 gennaio, è proprio il caso di dirlo, è il caos. Le varie soluzioni offerte dal modello in questione (ricordiamo che si tratta dell’americano GFS) spaziano dal freddo persistente al clima mite consistente. Ma allora, cos’è che sta creando così tanta confusione? Beh, diciamolo pure senza remore: questo è uno di quei casi in cui anche gli esperti del settore debbono necessariamente attendere l’evoluzione. A nostro avviso, ma anche a detta di altri professionisti della materia, ciò che sta causando il caos è l’autentico sconquasso del Vortice Polare. Abbiamo un indice AO che sembra voler puntare verso valori mai visti prima: addirittura alcune proiezioni indicano un tracollo su valori negativi senza precedenti, al punto tale che non basta più nemmeno la scala numerica di riferimento utilizzata finora (scala fatta da valori positivi, zero e valori negativi). Vi ricordiamo che in condizioni di AO negativa, la dinamica emisferica contempla il posizionamento di Alte Pressioni sul Polo Nord e lo scivolamento dell’aria gelida a medie latitudini. Questo lo scenario, diciamo così, statisticamente più probabile. Ma poi ci sono tanti altri fattori climatici che possono incidere sul posizionamento dell’aria gelida.

Ciò che sta creando disturbo nei modelli è il posizionamento di un Vortice di Bassa Pressione oceanico, il cui ruolo sarà quello di facilitare o al contrario ostacolare l’elevazione  dell’Anticiclone delle Azzorre. Le condizioni per lo sviluppo di un blocco anticiclonico oceanico ci sono tutte, ma dobbiamo capire se avverrà in modo fulmineo in prima istanza o se occorrerà attendere che l’attività ciclonica atlantica crei meno grattacapi. Quest’ultima possibilità non è da escludere e potrebbe rimandare i freddi scenari invernali all’ultima decade di gennaio. Tutto ciò vi potrà sembrare semplice, ma fidatevi che non lo è per nulla: quando si ha a che fare con tendenze a lungo termine bisogna fare i conti con tutta una serie di incognite di difficile interpretazione. Ed è questo il caso.

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