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Piogge: potrebbero tornare presto. Ecco perché

La proiezioni è a medio termine e l’affidabilità – pur non essendo eccelsa – è in rialzo. La tanto agognata svolta meteo potrebbero esserci, poi valuteremo se si tratterà di un cambiamento provvisorio o definitivo. I punti fermi che ci portano a dirvi che presto tornerà la pioggia sono i seguenti: Anticiclone in migrazione sulla Scandinavia, ondata di gelo sull’Europa orientale e abbassamento del flusso perturbato oceanico. 3 elementi legati tra loro da un’unica dinamica: il primo disturbo a carico del Vortice Polare.

Sappiamo che nei giorni scorsi dell’aria calda risalente dal Pacifico ha raggiunto il Polo Nord. E sappiamo che non ha fatto altro che incattivire ulteriormente il Vortice. Vortice che a quel punto ha pigiato sull’acceleratore, incrementando i giri del motore e approfondendosi ulteriormente. Quest’ultimo processo lo si nota nelle varie mappe di previsione: un grosso ciclone atlantico spingerà aria calda subtropicale verso la Penisola Scandinava. L’Alta Pressione che si formerà ad alte latitudini andrà a disturbare ulteriormente il trottolone polare che in tal modo subirà un ulteriore modifica morfologica. Un nucleo gelido scivolerà in Siberia e sull’Europa orientale, mentre in Atlantico stazionerà una grossa zona tempestosa.

La Sardegna verrà a trovarsi, almeno inizialmente, all’interno delle fondamenta anticicloniche ma il crescente pressing perturbato oceanico indebolirà ulteriormente la struttura. Probabilmente, già negli ultimi giorni dell’anno, assisteremo ad un aumento del vento dai quadranti occidentali e passeranno le prime nubi. Non escludiamo, carte alla mano, che possa subentrare anche una perturbazione. Poi, subito dopo Capodanno, potrebbe realizzarsi una fase di maltempo più ficcante con ritorno di precipitazioni degne di tal nome e una normalizzazione delle temperature.

Le anomalie di pressione (rispetto alla media 1981-2010) alla quota 500 hPa (circa 5500 metri d'altitudine). Evidente il forte rialzo pressorio in Scandinavia e l'avvicinamento delle perturbazioni atlantiche all'Europa occidentale.

Le anomalie di pressione (rispetto alla media 1981-2010) alla quota 500 hPa (circa 5500 metri d’altitudine). Evidente il forte rialzo pressorio in Scandinavia e l’avvicinamento delle perturbazioni atlantiche all’Europa occidentale.

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