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Alluvione a Terramala il 10 ottobre 2010: il P.A.I. va rivisto

Nella località di Terramala, il bacino del Rio S’Arenargiu  non gode di un adeguato strumento urbanistico e tanto meno di un piano di prevenzione del rischio idrogeologico (nel P.A.I. del 2005 non sono segnalate in tale area zone a rischio idraulico).

Per tale motivo vi è una tendenza ad un ulteriore espansione che oltre ad interessare la zona di retrospiaggia, va estendendosi  anche verso le zone agricole retrostanti e localmente nella fascia collinare antistante. Nonostante ciò, alcune aree del bacino sono a forte rischio idraulico. Esempio emblematico è il nubifragio del 10 ottobre 2010 durante il quale l’esondazione del torrente ha apportato ingenti danni alle abitazioni, specialmente in una fascia collinare e nel retro spiaggia.

Per perimetrare le aree a rischio si procede per gradi:

Elaboriamo una carta dell’uso del suolo e degli elementi a rischio presenti nell’area, in modo da evidenziare le aree potenzialmente vulnerabili in occasione di intensi fenomeni calamitosi.

 

Come si evince dall’elaborazione grafica, nella fascia dei rilievi, per altro non eccessivamente elevati, prevale la vegetazione di tipo naturale costituita prevalentemente da macchia mediterranea e bosco di latifoglie di varia densità ed altezza con locali e subordinati rimboschimenti ad eucalipto. Si giunge poi ad una fascia, dove i versanti sono più bassi (elaborazione tridimensionale a seguire) caratterizzato da tessuto residenziale rado. Una fascia pianeggiante poi caratterizzata da sedimenti alluvionali e rarissime costruzioni ed infine la zona della foce nella quale ritornano presenti edifici di villeggiatura, e centri ristoro-ricettivi, identificata con la colorazione rossa indicante un tessuto residenziale rado e nucleiforme. Fattore di ostruzione alla normale evoluzione del bacino idrografico è il tratto stradale tra l’uscita delle galleria della nuova SS554 e l’inizio della s.p.17.

Di conseguenza è possibile tracciare delimitare e catalogare le aree degli elementi a rischio, come si evince dall’elaborazione a seguire, con i valori maggiori destinati appunto alla fascia costiera e alla fascia collinare dove è presente il tessuto residenziale di Terramala.

 

 

Segue poi un inquadramento geologico del bacino, caratterizzato prevalentemente da litologie granitiche appartenenti al complesso granitoide del Sarrabus e risalenti al Carbonifero sup.-Permiano. Si tratta di grano dioriti biotitico-anfibolitiche, bianco rosate, a grana grossa, inequigranulari, localmente porfiriche per macrocristalli di k feldspato pluricentimetrici. Nella piana affiorano arenarie da grossolane a microconglomeratiche  con intercalazioni di arenarie siltose di età oligocenica, e ghiaie alluvionali terrazzate da medie a grossolane con subordinate sabbie di età pleistocenica. Nella fascia costiera affiorano depositi alluvionali terrazzati di età olocenica.

 

In assenza di dati e cartografia riportante le aree inondabili, è possibile, riferendosi esclusivamente al nubifragio del 10 ottobre 2010 ed al conseguente grave fenomeno calamitoso, perimetrale le aree che possono essere interessate dalle acque di esondazione del Rio S’Arenargiu, in azzurro. Dall’intersezione dell’area inondabile con gli elementi a rischio, è possibile definire le aree ad elevato rischio idraulico. Esse sono concentrate prevalentemente nella fascia costiera e nel settore occidentale dell’abitato di Terramala.

 

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