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I temporali a base alta

Nel corso della notte appena trascorsa, sulla nostra isola è transitata una linea di instabilità in seno alla forte irruzione di aria calda sub tropicale. Tale line frontale è stata caratterizzata da un generale aumento e rotazione della ventilazione che si è disposta dai quadranti occidentali, assumendo talvolta caratteristiche di burrasca con raffiche fino a 80km/h. Alla quota di 850hPa si sono raggiunti i massimi termici, con punte di 27°C sulla Sardegna meridionale, mentre al suolo le temperature sono schizzate fino a 30°C sulla Sardegna orientale.

L’ingresso della linea frontale, dalle caratteristiche secche (dry line) ha inoltre esaltato l’instabilità atmosferica che tuttavia è rimasta concentrata solo negli strati medio alti troposferici. Le correnti sciroccali, che hanno soffiato per circa 48 ore sulla nostra isola accompagnando la rimonta calda sub tropicale prefrontale, si sono trovate nella serata di ieri immerse in un ambiente termodinamico solo in parte favorevole alla convezione. Come si evince dal radiosondaggio di Cagliari relativo alla mezzanotte scorsa, la colonna atmosferica era suddivisa in 3 strati cosi definibili:

1)     uno strato molto umido in prossimità del suolo, indotto dall’umidificazione dell’aria, originariamente secca in risalita dal nord africa, che si carica di vapore acqueo nell’attraversamento del canale di Sardegna riconoscibile dalla vicinanza della curva di stato con quella del dew point (aria prossima alla saturazione) e dalla caratteristica inversione termica. Colore verde

2)       uno strato d’aria molto secca, curva di stato lontana dalla curva del dew point, che rappresenta la vera irruzione di aria calda verificatasi nella notte. Questo è il settore dell’inversione termica dove si accumula un notevole quantitativo di energia sfavorevole allo sviluppo dell’attività convettiva. Il CIN o, informalmente, antiCAPE, raggiunge l’elevato valore di 262j/kg. Colore azzurro.

3)      Lo strato rosso in cui la potenziale particella in galleggiamento, TAP, viene a trovarsi in un ambiente più freddo e quindi costretta a risalire per convezione. Si tratta dello strato in cui si sviluppa l’attività convettiva liberamente e in cui è sviluppato il CAPE, che in questo caso raggiunge il valore di 626j/kg.

Dall’analisi del radiosondaggio era possibile pertanto escludere grosse precipitazioni per la serata, nonostante si registrasse il notevolissimo valore del Precipitable water, grossomodo un indice del quantitativo di vapore acqueo nell’atmosfera e quindi un potenziale indicatore dell’intensità dei rovesci. Il motivo è da ricercarsi nei moti convettivi sviluppati solo oltre i 3000 metri e dall’esteso settore secco che hanno dovuto attraversare i rovesci prima di raggiungere il suolo. Non è un caso appunto che al suolo siano arrivate solo le gocce più grosse ( i temporali a base alta sono sempre caratterizzati da gocce sporadiche ma dal diametro sviluppato ) con un elevato quantitativo di silt sahariano trasportato in quota dal fortissimo getto sub tropicale. Sono state registrate fulminazioni, molto scarse e prevalentemente di tipo nube nube.

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